Scoperte nuove staminali ‘alternative’

La medicina rigenerativa può da oggi contare su una risorsa in più, un nuovo tipo di staminali, le cellule jolly in grado di trasformarsi nelle diverse parti del corpo. Presentate su Nature come “rsPSCs” (region-selective Pluripotent Stem Cells) da un team di ricercatori del Salk institute for biological studies di La Jolla, in California, potrebbero rendere più facile realizzare in laboratorio organi e tessuti umani da usare per sostituire parti del corpo danneggiate.

Queste cellule offriranno enormi vantaggi per studiare in laboratorio lo sviluppo, l’evoluzione e le malattie, ma anche per sviluppare nuove terapie”, spiega il coordinatore dello studio Juan Carlos Izpisua Belmonte, del Salk Institute di La Jolla, in California.

Rispetto alle cellule PSC originarie, queste rsPSC hanno caratteristiche epigenetiche e metaboliche differenti, e si trovano in uno stadio di sviluppo più avanzato, prossimo al differenziamento. Inoltre, possono essere ottenute in modo efficiente da linee cellulari in topi e primati (compresi gli esseri umani) e rappresentano per questo una valida e innovativa piattaforma per studiare il ruolo della pluripotenza nello sviluppo dei mammiferi, con interessanti prospettive per le applicazioni nella medicina rigenerativa.

Dopo aver coltivate le rsPSCs, i ricercatori le hanno trasferite in embrioni di topo non più vitali o parzialmente dissezionati. In trentasei ore di coltura, le staminali “alternative” hanno ridato vita a parte dei tessuti, creando tre strati embrionali fondamentali (mesoderma, ectoderma, endoderma). I ricercatori hanno quindi deciso di interrompere l’esperimento, ma, assicurano, da quei tre livelli embrionali si sarebbero potuti generare i restanti tessuti dell’organismo.

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