Staminali e olio d’oliva per curare velocemente le ferite.

Una nuova domanda di brevetto mette in evidenza la possibile utilità dei composti d’idrossitirosolo e oleuropeina dell’olio di oliva nella guarigione delle ferite.

Aggiunti in composizioni che contengono cellule staminali del cordone ombelicale umano riduce il tempo della “chiusura” di una ferita di circa il 30 per cento rispetto al solo uso delle cellule staminali.

Darlene E. McCord che è elencata come la ricercatrice e richiedente del brevetto afferma che “il miglior metodo per affrettare la chiusura di una ferita si ottiene utilizzando Olivamine e le cellule endoteliali umane provenienti dalla vena ombelicale“.

Olivamine è il nome commerciale del composto derivante dalla ricerca della McCord e che contiene idrossitirosolo e oleuropeina.

McCord sostiene che uno degli obiettivi della composizione topica è accelerare significativamente la chiusura della ferita, specie in quelle ferite che tendono a resistere la guarigione.

Le cellule endoteliali della vena ombelicale sono già note per aiutare la guarigione delle ferite, ma l’aggiunta dell’idrossitirosolo e dell’oleuropeina “migliora la riparazione della ferita” secondo la McCord.

L’Idrossitirosolo e l’oleuropeina sono dei polifenoli presenti nelle olive, nelle foglie di olivo, nell’olio e perfino nelle acque reflue derivanti dalla produzione di olio d’oliva.

“Le composizioni comprendenti idrossitirosolo e oleuropeina possono essere utilizzate per ridurre la concentrazione di radicali liberi nelle cellule del tessuto cutaneo e per migliorare la funzione cellulare. Inoltre, tali composizioni possono essere usate per indurre le cellule a mantenere uno stato di quiescenza reversibile (dormiente) onde fornire loro il tempo di guarire e tornare a uno stato più vitale con un ridotto rischio di necrosi“, termina la McCord nella sua tesi.

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