Staminali: Nuovo studio per il disturbo bipolare!

I ricercatori hanno coltivato cellule staminali embrionali da pazienti con disturbo bipolare e trasformate in cellule cerebrali che stanno già fornendo risposte riguardo a questo disturbo mentale.

Queste cellule – ci dicono i ricercatori -, che trasportano le istruzioni genetiche proprio dalle cellule dei pazienti stessi, si comportano in modo diverso rispetto alle cellule prelevate da persone senza il disturbo mentale.

Vediamo che le cellule delle persone con disturbo bipolare sono diverse in quanto spesso esse esprimono diversi geni, si differenziano in modo diverso in neuroni e rispondono in un modo particolare al litio“, spiega Sue O’Shea, una specialista di cellule staminali presso l’Università del Michigan che ha condotto lo studio.

Lo studio, descritto nella rivista Translational Psychiatry, aiuta a compiere una delle grandi promesse della ricerca cellule staminali – usare le cellule proprie di un paziente onde studiare la sua malattia.

La malattia mentale è particolarmente difficile da studiare. Entrare nel cervello di una persona vivente è quasi impossibile, e gli scienziati non possono deliberatamente provocare la condizione in laboratorio al fine di studiarla.

La creazione di cavie – come topi – con quello che sembra la malattia mentale umana è imprecisa al meglio.

La squadra dell’università del Michigan si rivolse dunque a quelle che sono chiamate cellule staminali pluripotenti indotte, o cellule iPS. Queste sono delle cellule epiteliali normali prelevati da un paziente e “ingannate” nel “retrocedere” allo stato di un embrione appena concepito.

Sono pluripotenti, nel senso che possono diventare qualsiasi tipo di cellula che ci sia. In questo caso, la squadra del Michigan ha reindirizzato tali cellule a diventare neuroni – le cellule che costituiscono la maggior parte del cervello . “Questo ci dà un modello che possiamo utilizzare per esaminare come le cellule si comportano e come si sviluppano in neuroni“, ha aggiunto O’Shea.

Il disturbo bipolare, una volta chiamato disturbo maniaco-depressivo, è molto comune poiché colpisce circa il 3 per cento della popolazione mondiale. Ha un’ereditarietà famigliare, suggerendo una forte causa genetica, ed è caratterizzato da sbalzi d’umore che vanno dalla depressione al sentimento di euforia e di creatività che è considerata la fase maniacale.

Ci sono molti e diversi trattamenti, tra cui il litio cosi come antidepressivi e antipsicotici. Ma il trattamento è di solito incostante e i medici vorrebbero un modo migliore per predire quali farmaci funzioneranno meglio nei diversi pazienti e avere un gruppo di cellule cerebrali umane in laboratorio potrebbe anche offrire modi migliori per testare questi nuovi farmaci.

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