Staminali: Serve cautela nell’uso delle cellule cardiache!

Numerosi pazienti che hanno sofferto di attacco al cuore sono stati iniettati con le cellule staminali cardiache per cercare di rigenerare il tessuto danneggiato, ma un ricercatore al Centro Medico dell’Ospedale Pediatrico di Cincinnati consiglia cautela in merito a tale trattamento.

Uno studio di prove cliniche suggerisce che le cellule muscolari cardiache non si rigenerano a velocità sufficientemente elevata da giustificare suddetto trattamento.

Lo studio ha scoperto nuove prove in quello che è diventato un dibattito polemico nel campo della rigenerazione cardiaca, ci svela il ricercatore Jeffery Molkentin, un biologo molecolare cardiovascolare e ricercatore presso l’Heart Institute dei Bambini di Cincinnati.

“Si deve usare cautela fino a quando i meccanismi in gioco saranno meglio definiti o fino a quando saremo in grado di migliorare notevolmente le potenzialità di queste cellule per generare i cardiomiociti. Attualmente la produzione di cardiomiociti avviene a tassi così bassi – circa uno ogni 3.000 cellule – che la cura sia priva di significato“.

Secondo Molkentin e i suoi colleghi il trattamento sperimentale con cellule staminali cardiache si basa in gran parte su studi preclinici su ratti e topi, che hanno suggerito che le cellule staminali rigenerano completamente le cellule del miocardio e del muscolo cardiaco. Gli studi preclinici che coinvolgono i roditori non riflettono ciò che realmente accade nel cuore dopo l’infortunio, dove la capacità rigenerativa interna è quasi inesistente.

Sperimentazioni cliniche multiple che hanno testato ulteriormente questo tipo di trattamento mostrano che la maggior parte dei pazienti hanno, sì, un miglioramento che va dal 3 al 5 percento nella forza con cui il cuore pompa il sangue; tuttavia, lo studio di Molkentin suggerisce che questo vantaggio potrebbe derivare dalla capacità delle cellule staminali di causare la crescita dei capillari, che migliorano la circolazione all’interno dell’organo!

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